Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

13 ottobre 2014

NON DIMENTICARE GAZA, NON DIMENTICARE LA PALESTINA


E’ finita da poco più d’un mese la guerra contro Gaza - e nessuno ne parla più.

Come se non esistessero:

2.136 morti, di cui 536 bambini

11.000 feriti, di cui 3000 bambini
1.800 orfani

120.000 persone sfollate e senza abitazione
35.000 edifici distrutti o parzialmente danneggiati
23 ospedali colpiti e in parte distrutti

7 scuole dell’ONU bombardate, con dentro migliaia di sfollati

E l’assedio continua - come prima.

Anche in Cisgiordania continua l’occupazione militare, la repressione, la costruzione di insediamenti illegali, la requisizione dei pozzi, la confisca di terreni...



CHE FARE?


OGNUNA/O DI NOI PUò boicottare i prodotti delle aziende complici dell’occupazione israelianA
 cominciaNDO COL non acquistaRE e non faRE acquistare più:


-        I gasatori per l’acqua frizzante dal rubinetto della SODASTREAM ditta israeliana che si spaccia per “ambientalista”, mentre la sua principale fabbrica di produzione è sita in una delle centinaia di colonie costruite illegalmente nei Territori palestinesi occupati.
-        PRODOTTI AGRICOLI (pompelmi (Mehadrin, Jaffa), datteri medjool (Mehadrin, Haidaklaim, King Solomon, Jordan River), avocado, mango, melograni (Mehadrin, Kedem, Frutital, Sigeti, McGarlet), frutta secca). Le imprese israeliane che esportano prodotti agricoli sono tra i principali beneficiari della distruzione dell'agricoltura palestinese; operano nelle colonie israeliane all'interno dei territori occupati ed esportano i loro prodotti fuori da esse sfruttando terre e risorse idriche palestinesi rubate.
-        i farmaci della Teva, della DOROM e della RATIOPHARM: la prima è un’industria farmaceutica israeliana, le altre due sono state acquistate dalla TEVA e insieme stanno monopolizzando il mercato dei generici.
 Donne in Nero di Padova 
controlaguerra.blogspot.com


Per saperne di più sul boicottaggio: 

06 ottobre 2014

UN GESTO DI PACE : NON COMPERARE I PRODOTTI CHE SOSTENGONO LA GUERRA!



E’ finita da poco più d’un mese la guerra contro Gaza - e nessuno ne parla più.

Come se non esistessero:


2.136 morti, di cui 536 bambini

11.000 feriti, di cui 3000 bambini
1.800 orfani

120.000 persone sfollate e senza abitazione
35.000 edifici distrutti o parzialmente danneggiati
23 ospedali colpiti e in parte distrutti

7 scuole dell’ONU bombardate, con dentro migliaia di sfollati

E l’assedio continua - come prima.

Anche in Cisgiordania continua l’occupazione militare, la repressione, la costruzione di insediamenti illegali, la requisizione dei pozzi, la confisca di terreni...

OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO PALESTINESE DAL 1946 A OGGI


CHE FARE?
OGNUNA/O DI NOI PUò boicottare i prodotti delle aziende complici dell’occupazione israeliana.

Per cominciare, non acquistiamo 
e non facciamo acquistare più:

-        I gasatori per l’acqua frizzante dal rubinetto della SODASTREAM ditta israeliana che si spaccia per “ambientalista”, mentre la sua principale fabbrica di produzione è sita in una delle centinaia di colonie costruite illegalmente nei Territori palestinesi occupati.
-        PRODOTTI AGRICOLI (pompelmi (Mehadrin, Jaffa), datteri medjool (Mehadrin, Haidaklaim, King Solomon, Jordan River), avocado, mango, melograni (Mehadrin, Kedem, Frutital, Sigeti, McGarlet), frutta secca). Le imprese israeliane che esportano prodotti agricoli sono tra i principali beneficiari della distruzione dell'agricoltura palestinese; operano nelle colonie israeliane all'interno dei territori occupati ed esportano i loro prodotti fuori da esse sfruttando terre e risorse idriche palestinesi rubate.
-        i farmaci della Teva, della DOROM e della RATIOPHARM, Industrie farmaceutiche israeliane che stanno monopolizzando il mercato dei genericii.
SE CONDIVIDI L’URGENZA DI MOBILITARCI CONTRO L’OCCUPAZIONE ISRAELIANA, CONTATTACI:
Donne in Nero di Padova


Per saperne di più sul boicottaggio:
http://www.bdsitalia.org


14 settembre 2014

Facciamo insieme UN PASSO DI PACE !

Basta guerre! Mai più vittime! Fermiamo le stragi di civili indifesi, a Gaza, in Palestina e Israele, in Siria, Iraq, Libia, Afghanistan, Ucraina, Congo …. 

Per  Libertà, Diritti, Dignità, Giustizia, Democrazia 

Manifestazione Nazionale 

Firenze, 21 settembre 2014

Piazzale Michelangelo – Ore 11:00 – 16:00




ADERIAMO E PARTECIPIAMO
RESTIAMO UMANI, facciamo sentire la nostra voce, mobilitiamo la società civile in Europa ed in Medio Oriente contro le guerre, contro le stragi di civili e contro i mercanti di armi, contro le politiche che quelle guerre hanno favorito, legittimato e a volte promosso.
DIAMO VOCE A CHI RESISTE E SI OPPONE  in modo nonviolento alle guerre, alle pulizie etniche, alle politiche di guerra, ai regimi dittatoriali, al razzismo, all’apartheid
COSTRUIAMO INSIEME una nuova storia di pace, di libertà, di diritti, di democrazia e di giustizia, diamo vita a un’alleanza civica in Europa e nel Mediterraneo contro le guerre e per il disarmo.
Lanciamo da Firenze una piattaforma di richieste e di campagne per un cambio di passo delle politiche dei governi e delle istituzioni internazionali.
Il passo di pace che dobbiamo fare è tanto urgente quanto ambizioso e difficile. 
Perché fermare le guerre e le stragi significa dare finalmente il primato del governo globale del pianeta e delle relazioni tra Stati alla politica multilaterale, ad un sistema delle Nazioni Unite da riformare e da potenziare; significa cambiare il modello di sviluppo, non più orientato al consumo del pianeta per il benessere di pochi ma alla sostenibilità futura ed al benessere di tutti; significa applicazione e rispetto da parte di tutti gli Stati degli accordi, delle convenzioni internazionali e dei diritti umani con meccanismi sanzionatori e con un sistema di polizia e di giustizia internazionale operativo; significa riconoscere il diritto d’asilo e dare accoglienza ai profughi di guerra; significa investire nella ricerca, nell’educazione, nell’ambiente, nell’economia e nel lavoro, nella giustizia sociale, nella democrazia, nella cultura, nel dialogo, nella difesa civile, nella cooperazione, in funzione della pacifica e plurale convivenza e del governo democratico globale, convertendo qui le enormi risorse spese per armamenti e guerre decennali. 
Se questo cambio di passo delle politiche non si realizzasse in queste direzioni
Sappiamo bene cosa ci aspetta, è sotto gli occhi di tutti: sono i 2000 morti di Gaza, il carcere a cielo aperto per 1,8 milioni di palestinesi, i 47 anni di colonizzazione e occupazione israeliana della Palestina, una vita sotto minaccia  per il popolo israeliano, le 200mila vittime del conflitto siriano e le circa 2000 vittime che il conflitto iracheno sta mietendo ogni mese, la guerra, i prodromi della pulizia etnica, la violazione dell’autodeterminazione dei popoli in Ucraina, come in  Palestina e nel Sahara Occidentale; le infiltrazioni mafiose e criminali in ogni conflitto, l’uso del terrorismo anche da parte degli Stati, la tortura, la detenzione illegittima, gli scomparsi,il fondamentalismo, il sostegno a dittatori e monarchie medioevali per difendere potenti interessi di parte e i nostri approvvigionamenti energetici; sono le esecuzioni di massa, la proliferazione degli armamenti e dell’economia di guerra, i milioni di profughi e di disperati in fuga, la finanza speculativa, il fallimento degli Stati, il saccheggio dei beni comuni e la crisi delle democrazie, la propaganda e le informazioni strumentalmente distorte dai poteri forti che  influenzano e condizionano l’opinione  pubblica… un elenco infinito di drammatici eventi che si ripetono sistematicamente, diventando parte del nostro quotidiano come fossero disastri inevitabili per proseguire il corso della civiltà, la nostra.
Questo è il bivio che abbiamo di fronte: continuare a denunciare in modo generico questa realtà o lavorare con determinazione e strategia per mutare le politiche responsabili della proliferazione delle guerre, per costruire un’alternativa a questo corso della storia? Puntare l’indice solo sugli effetti o denunciare e sradicare le cause della violenza diretta, culturale e strutturale che permea il nostro sistema, di cui siamo in parte tutti complici?
Alla viltà, al cinismo  ed alla violenza, vogliamo sostituire  l’alternativa del coraggio, della nonviolenza, della disobbedienza civile. 
A Firenze, in continuità con l’Arena di Pace e Disarmo, ascolteremo testimonianze provenienti dai teatri di guerra e le voci di chi si oppone in Europa e nel mondo alle politiche di guerra, per fare assieme questo passo di pace. Raccoglieremo e lanceremo concrete richieste alla politica, campagne che segnano un cambio di passo nelle  proposte per la soluzione politica dei conflitti, per la pace, per i diritti, per la giustizia, per il disarmo e la difesa civile non armata e nonviolenta.
Invitiamo quindi ad aderire a questo appello partecipando alla manifestazione di Firenze ed organizzando mobilitazioni in altre città europee e centri martoriati dai conflitti. Vi chiediamo di inviare fin d’ora alla Segreteria dell’evento, oltre all’adesione, le proposte e campagne concrete, già strutturate, che vorreste rilanciare durante la manifestazione e inserire nella piattaforma finale.
Comitato Promotore: Rete della Pace, Rete Italiana Disarmo, Sbilanciamoci, Tavolo Interventi Civili di Pace, 
Inviare adesioni e proposte a Segreteria Un Passo di Pace:  @mail:passodipace@gmail.com