Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

20 aprile 2014

SEMPRE DISOBBEDIENTI ALLA GUERRA


Tutti i giorni

La guerra non viene più dichiarata,
ma proseguita. L'inaudito
è divenuto quotidiano. L'eroe
resta lontano dai combattimenti. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
La divisa di oggi è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore.

Viene conferita
quando non accade più nulla,
quando il fuoco tambureggiante ammutolisce,
quando il nemico è divenuto invisibile
e l'ombra d'eterno riarmo
ricopre il cielo.

Viene conferita
per la diserzione dalle bandiere,
per il valore di fronte all'amico,
per il tradimento di segreti obbrobriosi
e l'inosservanza
di tutti gli ordini.

INGEBORG BACHMANN - 1957

18 aprile 2014

25 aprile contro la guerra e la militarizzazione


ARENA DI PACE 2014

25 aprile 2014, all'Arena di Verona, una giornata di resistenza e liberazione.

La resistenza oggi si chiama nonviolenza
La liberazione oggi si chiama disarmo

L'Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci.
Crescono le spese militari, si costruiscono nuovi strumenti bellici.

Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civiltà, ma continua ad essere tra le prime 10 potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti più dispendiosa della storia.

Ne sono un esempio i nuovi 90 cacciabombardieri F35, il cui costo di acquisto si attesta sui 14 miliardi di euro, mentre l’intero progetto Joint Strike Fighter supererà i 50 miliardi di euro; il nostro paese, inoltre, “ospita” 70 bombe atomiche statunitensi B-61 (20 nella base di Ghedi a Brescia e 50 nella base di Aviano a Pordenone) che si stanno ammodernando, al costo di 10 miliardi di dollari, in testate nucleari adatte al trasporto sugli F-35.

Gli armamenti sono distruttivi quando vengono utilizzati e anche quando sono prodotti, venduti,  comprati e accumulati, perché sottraggono enormi risorse al futuro dell’umanità, alla realizzazione dei diritti sociali e civili, garanzia di vera sicurezza per tutti.

Gli armamenti non sono una difesa  da ciò che mette a rischio le basi della nostra sopravvivenza e non saranno mai una garanzia per i diritti essenziali della nostra vita – il diritto al lavoro, alla casa e all'istruzione, le protezioni sociali e sanitarie, l'ambiente, l'aria, l'acqua, la legalità e la partecipazione, la convivenza civile e la pace; e inoltre generano fame, impoverimento, miseria, insicurezza perché sempre alla ricerca di nuovi teatri e pretesti di guerra; impediscono la realizzazione di forme civili  e nonviolente di prevenzione e gestione dei conflitti che salverebbero vite umane e risorse economiche.

Per immaginare e costruire già oggi un futuro migliore è indispensabile, urgente, una politica di disarmo, partendo da uno stile di vita disarmante.



Per questo proponiamo la convocazione di una iniziativa nonviolenta nazionale: un grande raduno, di tutte le persone, le associazioni, i movimenti della pace, della solidarietà, del volontariato, dell'impegno civile,  che faccia appello non solo ai politici ma innanzitutto a noi stessi, chiedendo a chi vi parteciperà di assumersi la responsabilità di essere parte del cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Scrollarsi dalle spalle illusioni e paure, rimettersi in piedi con il coraggio della responsabilità e della partecipazione per disarmarci e disarmare l'economia, la politica, l'esercito.

16 gennaio 2014

“Senza le donne, non ci sono tavoli di pace"



Il 21 e 22 gennaio si terranno in Svizzera 
colloqui di pace per la Siria.

L’intervento di potenze straniere e di gruppi fondamentalisti ha trasformato la “primavera siriana” contro la dittatura e la feroce repressione di Assad in una vera guerra che sta devastando il paese e massacrando la popolazione siriana.
Dopo 3 anni, il numero dei morti supera i 120.000, più di 8 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case e oltre 200.000 sono i prigionieri politici del regime solo dal 2011.


L’associazione di donne statunitensi CodePink e una coalizione internazionale di donne saranno in Svizzera per far sentire la voce delle donne siriane e per chiedere:

-       un cessate il fuoco immediato in Siria
-       aiuti umanitari per i campi profughi dove si muore di fame, di freddo e di malattie
-       accoglienza piena e rispettosa dei rifugiati chiedenti asilo
-       piena partecipazione delle donne ai negoziati dei pace
-       il blocco di tutti i rifornimenti di armi

Noi Donne in Nero aderiamo all'iniziativa di CodePink: una nostra delegazione sarà presente a Ginevra.

Vogliamo che le donne di Siria sappiano che non le abbiamo dimenticate.

A Padova saremo in piazzetta della garzeria 
alle 11 di mercoledì 22 gennaio 
e invitiamo chi condivide l’appello delle donne siriane 
ad unirsi a noi

 “Le voci delle donne devono essere incluse nel processo di pace, non solo perché sono vittime di guerra, ma anche, cosa più importante, perché le donne sono i costruttori di pace più efficaci. Nel conflitto gli uomini hanno preso le armi, mentre le donne hanno tenuto insieme le comunità. Le donne sono diventate più forti e meglio attrezzate a svolgere un ruolo chiave nel garantire la pace vera.”
(Mouna Ghanem, fondatrice, Forum delle Donne Siriane per la Pace)


Donne in Nero

Padova, 22 gennaio 2014

donneinnero.padova@gmail.com

15 dicembre 2013

Incontro di donne del mondo dal 20 al 22 gennaio 2014 in Svizzera per il dialogo di pace per la Siria



“Senza le donne, non ci sono tavoli di pace"
Cara pacifista,

dopo 3 anni di orribili lotte, il numero dei morti ora supera i 100.000 e più di 7 milioni di Siriani sono stati costretti a lasciare le loro case. Il dibattito per la pace in Siria avrà luogo finalmente alle Nazioni Unite, in Svizzera il 22 gennaio 2014.

Siamo felici di annunciare che CODEPINK e una coalizione di gruppi di donne hanno lanciato Women Lead to Peace (le donne portano alla pace) un'alleanza globale di organizzazioni di donne che chiedono un cessate-il-fuoco immediato in Siria, l’aiuto umanitario per i profughi e la piena partecipazione delle donne ai negoziati dei pace. Mobiliteremo una presenza fisica di centinaia di donne di tutto il mondo per incontrarci in Svizzera dal 20 al 22 gennaio.

Vogliamo che le donne di Siria sappiano che non le abbiamo dimenticate. Aderite a questa campagna oggi ?
Le donne arriveranno in Svizzera il 20 gennaio per pianificare e apprendere l’una dall’altra.
Il 21 gennaio, organizzeremo un Summit con testimonianze di donne siriane e operatori dell’assistenza umanitaria, testimonianze di donne di paesi che hanno vissuto la transizione dalla guerra alla pace (come la Liberia, l’Irlanda, la Bosnia, il Rwanda) e le testimonianze di donne arabe che hanno svolto un ruolo dirigente in lotte non-violente in paesi come l’Egitto e la Tunisia.
Il 22 gennaio, giorno delle discussioni ufficiali di pace, le partecipanti saranno dentro e fuori con manifestazioni creative, belle ed emozionanti.

Questo invio è aperto a tutte quelle che amano la pace. Se volete aderire come organizzazione o come persona, email Perrine. Questa è la nostra opportunità per amplificare la voce delle donne di tutto il mondo, specialmente delle zone di conflitto. Potete contribuire alla sua realizzazione con una donazione oggi per aiutarci a raggiungere il nostro scopo.

Con coraggio per fare sentire la voce delle donne,
Alli, Kelleen, Janet, Jeremy, Jodie, Linda, Lisa, Medea, Nancy K, Nancy M, Noor, Roqayah, Sergei, e Tighe